Non si capisce subito di cosa si tratta. La porta d’ingresso non è molto appariscente, bella, risalente al secolo scorso, ma poco appariscente. Una volta aperta, iniziano le scale che portano nel sottosuolo, ai muri sono appese delle foto, poi il mistero si infittisce: mura rosse, uno spazio ampio e circolare, massicce colonne nere, ovunque particolari quadri a olio, angoli e nicchie con vecchie poltroncine. Solo dopo un po’ lo si scopre, l’anfiteatro, vero cuore del Theater in der Altstadt, che risucchia lo sguardo verso ulteriori profondità.
Spazio particolare, insolito, pieno di storia e fascino. Originariamente era il vano caldaia del grande Kurhaus, divenne addirittura cucina di guerra durante la Prima Guerra Mondiale e da ormai 25 anni è un teatro, l’unico teatro professionista di Merano. Qui non esiste graticcia, non ci sono quinte, né proscenio o sipario, nemmeno dei camerini degni di questo nome. Qui ci sono solo le gradinate ricoperte da cuscini, la scena (quasi un’orchestra greco-romana) e la sorprendente vicinanza tra pubblico e attori.
Questo spazio rappresenta la prima sfida per ogni messa in scena. Ma è il nostro spazio, luogo deputato alla magia e all’ineffabile incontro teatrale.






















